domenica 25 giugno 2017

Crostata integrale alle mandorle e mirtilli e ... Luna story!

Se il buongiorno si vede dal mattino, allora questo è un signor buongiorno, per una domenica di sole, mare e buon umore come questa!!!
Stamattina mi sono svegliata presto, vuoi il caldo, vuoi la mia Luna che alle 6 del mattino mi chiede di giocare e, come nelle pubblicità, inizia a tirarmi via il lenzuolo per farmi alzare. Sta crescendo Luna e, come si fa con i bambini, devo darle delle regole, anche se a volte è davvero buffa e mi fa ridere! Un cucciolo porta tanta armonia, si ride sempre in casa e la sua sensibilità mi meraviglia davvero tanto: quando avverte che è una giornata NO, si accuccia sotto i miei piedi e non si muove da lì.
E' proprio bellina vero?


Ma ormai, il mio "gallo" Luna ha cantato presto stamattina, così ho voluto dedicarmi una coccola per colazione: questa profumatissima crostata integrale, con zucchero di canna, mandorle tostate e marmellata di mirtilli...
In quest'ultimo periodo ho voglia di dolci un po' caserecci perché il profumo che sprigionano per la casa è ineguagliabile! E anche perché quando sono in ferie mi piace dedicare qualche minuto in più alla colazione. nei periodi in cui lavoro faccio colazione in macchina! In vacanza, invece, al mattino preparo la colazione per tutti e poi, DOPO, mi dedico alla mia colazione in solitaria e rilassante. Come quella di oggi.



INGREDIENTI PER LA CROSTATA (stampo da 28 di diametro)

300 gr di farina integrale
80 gr di mandorle tostate e tritate finemente
1 uovo intero e 1 tuorlo
130 gr di zucchero di canna
150 gr di burro
buccia di un limone grattugiata
1 pizzico di bicarbonato

Impastare tutti gli ingredienti e formare un panetto, avvolgere nella pellicola e far riposare per una mezz'oretta in frigo. Stendere col mattarello la frolla, metterla nella teglia, farcire con marmellata a piacere, con l'impasto rimasto tagliare le striscette e infornare a 180° per 30 minuti circa.
Con l'impasto rimasto ho fatto anche qualche biscottino, davvero sfiziosi!










lunedì 19 giugno 2017

Plum cake integrale al limone e pistacchio con gocce di cioccolato fondente


Un dolcino semplice semplice con la mia ricetta di sempre, questa volta, però con yogurt magro, zucchero di canna e farina integrale...illudiamoci che sia più leggero così, perché ho aggiunto anche all'interno la granella di pistacchio e le gocce di cioccolato fondente.

Di solito, le ricette con me hanno vita breve: una volta provato, fotografato e assaggiato, il piatto protagonista dei miei post finisce in "archivio". "Paganini non ripete!" si dice, ma far comprendere questo concetto a casa mia è davvero un'impresa ardua! Dopo aver assaggiato qualcosa di particolare ed aver aspettato mezz'ora per il set fotografico, sanno già che quel piatto non lo rivedranno più.

Non è stato così per la ricetta del plum cake allo yogurt, che è quel dolce che sa di "dolce di casa", di coccola, di prima colazione o di merenda ma anche di piccolo capriccio che passa rubandone un angolino prima di andare a dormire la sera, è quel dolce che sa di buono, di routine casalinga che ogni tanto mi piace avere, che mi fa sentire quella mamma perfetta (che non sono) che prepara con amore la merenda, col grembiule e i capelli raccolti ... anziché essere un treno in corsa come lo sono io quotidianamente.


INGREDIENTI
250 gr di farina integrale
200 gr di zucchero di canna
3 uova
50 ml di latte
125 gr di yogurt magro bianco
70 ml di olio di semi di mais
la buccia di due limoni grattugiata
granella di pistacchio e gocce di cioccolato a piacere
mezza bustina di lievito per dolci

Montare le uova con lo zucchero e la buccia di limone grattugiata, aggiungere il latte e continuare a montare.
Versare lo yogurt, la farina mescolata con il lievito, infine l'olio, le gocce di cioccolato e la granella di pistacchio.
Versare nello stampo imburrato e infarinato e infornare a 180° per 35 minuti.

La Puddica (ricetta tradizionale brindisina) -Cucina vintage

  "La mamma è priparatu la puddica, chena di chiapparini e pumbitori, l'è priparata cu lu granu ti la spiga, è chiena tutta casa pi l'addori"

cantavano nella mia città negli anni '30 (Guarino -Briganti) che tradotto significa

"La mamma ha preparato la puddica, piena di pomodori e capperi, l'ha preparato con la farina di grano, ha riempito casa per l'odore (ottimo aggiungerei io)...

Questa canzone ci fa capire quanto la puddica sia parte della tradizione culinaria della mia città, in particolare in estate e durante i giorni di festa. E' una focaccia abbastanza alta, condita con pomodorini di "pendula", cioè i pomodorini ancora non proprio maturi, legati in modo sapiente ed esperto con lo spago e appesi nelle case, nelle cantine, fuori ai balconi e alle verande, a maturare, conservandosi così, per tutto l'inverno.

Le Pendule - Foto scattata presso la Masseria "Le Stanzie" - Supersano (LE)

La puddica si condisce, poi, anche con capperi sotto sale e olive nere locali.
La particolarità di questa focaccia sta anche nella preparazione e lievitazione: innanzitutto PUDDICA deriva dal latino "pollex", ovvero il pollice, le dita con le quali, dopo aver impastato e steso l'impasto nella teglia, si imprimono i solchi che accoglieranno i pomodori. Per ottenere un buon effetto, fate corrispondere ad ogni solco un nome (per esempio la suocera, se volete :P)
Dopo la prima lievitazione, si stende l'impasto nella teglia leggermente unta di olio, si fanno i solchetti, si spargono i pomodori premendoli un po', i capperi, le olive, si copre e si lascia lievitare ancora per quasi un'oretta...infine, un filo generoso di olio extravergine di oliva (se delle mie parti ed artigianale come il mio, ancora meglio), sale ed origano (magari raccolto lungo la nostra costa ed essiccato al sole!), poi nel forno sino a formare una bella crosticina sul bordo.

Altra particolarità: va gustata bella bollente, appena uscita dal forno (vabbè, giusto un paio di minuti per non scottarvi il palato con i pomodori bollenti)




Questa la mia ricetta: la puddica in foto è stata preparata con la farina ai 5 cereali, ma di solito si prepara con la normale farina 00. Qualsiasi farina deciderete di usare, seguite le mie dosi!

Per l'impasto
500 gr di farina
250 max 275 gr di acqua (io uso acqua minerale a temperatura ambiente)
15 gr di sale
12 gr di lievito di birra*
1 cucchiaino di zucchero
25 gr di olio extravergine di oliva

Per il condimento
300 gr di pomodorini ciliegino
capperi dissalati
olive nere
olio, sale, origano

Impastare tutti gli ingredienti per l'impasto e lavorarli a lungo e bene. Coprire la ciotola con la pellicola e far lievitare per un'oretta. Ungere leggermente due teglie rotonde da 28 di diametro e stendere l'impasto, creando i solchetti con le dita. Condire con i pomodorini tagliati a pezzetti, i capperi, le olive, il sale e l'origano, un bel giro di olio, coprire con un canovaccio e far lievitare ancora per un'oretta.
Infornare a 250° per una ventina di minuti (dipende dal vostro forno).

*Questione lievito: io uso la dose indicata nella mia ricetta per 500 gr di farina ma quando non ho fretta dimezzo la quantità di lievito e raddoppio i tempi di lievitazione.

venerdì 16 giugno 2017

Torta di ciliegie cotta in padella


Metti una (ancora) primavera caldissima, anzi, direi che non è neanche un anticipo di estate ma piena stagione...metti che è stato l'anno delle ciliegie, la natura ci ha deliziato con queste dolcissime e anche belle da vedere perle rosse...metti che hai delle ciliegie da smaltire ... metti che finalmente hai un po' di tempo di libero perché la scuola è finita e il contratto di lavoro, per quest'anno, anche ..  metti un pomeriggio sola soletta in casa... anzi mi correggo, sola soletta non proprio, guardate chi è arrivato! Si chiama Luna, è un Golden retriver ed è monella!!! E' ancora piccina, ha 65 giorni e taaanto giocherellona!

 Insomma, metti tutto un insieme di circostanze ed ho sfornato questa torta davvero deliziosa! Sfornato non è proprio il verbo adatto, direi più "spadellato"! Eh sì, questa è una torta davvero adatta all'estate: si cuoce in padella e si può aggiungere qualsiasi tipo di frutta. Ancora non avevo mai provato la cottura in padella, ho avuto sicuramente la "fortuna del principiante" perché il dolce è cotto benissimo, meglio che in forno! Ho usato una padella antiaderente di 28 cm di diametro, il fornello medio e la fiamma molto bassa. Sconsiglio l'uso della griglia spargi fiamma.
Adatta alla prima colazione, alla merenda o ad una qualsiasi pausa golosa, perché per chi, come me, adora i dolci, ogni momento per un assaggino può essere quello giusto! La prova costume, ormai, per quest'anno, non è stata superata!
 
    INGREDIENTI

500 gr di ciliegie mature
2 cucchiai di zucchero di canna
succo di 1 limone

150 gr di zucchero di canna
3 uova
180 gr di farina 00
3 cucchiaini di lievito per dolci
1 pizzico di sale
50 gr di latte
50 gr di olio
buccia di limone grattugiata

Snocciolare le ciliegie e cuocerle in padella a fuoco dolce, con i due cucchiai di zucchero di canna e il succo del limone.
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero di canna, la buccia di limone grattugiata e il pizzico di sale. Aggiungere, in sequenza, sempre montando, l'olio, il latte e la farina setacciata con il lievito.
Prendere una padella antiaderente di diametro 28 (io ho misurato la distanza tra un bordo e l'altro della padella), scaldarvi e far sciogliere una noce di burro. quando la padella è ben calda, versare il composto della torta e spargervi sopra le ciliegie cotte e parte dello sciroppo che si sarà formato (l'altro servirà per accompagnare la torta quando cotta). Chiudere col coperchio e cuocere sul fornello medio, a fuoco basso per 30/35 minuti. Trascorso questo tempo, sollevare il coperchio e controllare la cottura della torta con uno stecchino. la parte superiore non sarà cotta ma comunque compatta, quindi aiutandosi col coperchio, girare la torta per far dorare anche questa parte, continuando la cottura per 10 minuti circa.
I tempi di cottura variano a seconda della padella che usate, vi consiglio di usarne una con il fondo non troppo sottile e di tenere il fuoco basso, meglio prolungare di un po' la cottura che bruciare la torta!
"Sfornare" la torta e gustarla con lo sciroppo di ciliegie avanzato


martedì 25 aprile 2017

Rotolo di tacchino farcito con pesto di pomodori secchi


Questa fantastica ricetta arriva direttamente dalla rivista che adoro,
"Alice Cucina" di maggio, comprata proprio ieri sera, ho voluto subito provarla. E' una rivista assolutamente affidabile che compro da anni, le ricette sono assolutamente garantite. A volte capita che le ricette di alcune riviste non siano testate dalle redazioni e nella realizzazione le dosi risultano non sempre esatte. Ormai, con la mia piccola esperienza, mi accorgo subito di cosa non va in una ricetta, ma per chi è alle prime armi la cosa è un po' frustrante. Ho imparato, così, a selezionare le riviste da comprare: lo shopping in edicola, compulsivo dei primi tempi, che si basava sui nomi esotici delle ricette ed ingredienti strani, ha lasciato il posto all'acquisto più razionale: il taglio di questa rivista mi piace molto, perché ricorda quello dei blog, le foto sono assolutamente realistiche e, come già detto, le ricette garantite perché provate e presentate direttamente dai cuochi della redazione.
Così, anche questo arrosto di tacchino, non mi ha delusa: mi sono permessa solo di aggiungere della granella di pistacchio e dell'acqua, oltre al vino previsto nella ricetta, per accompagnare la cottura, perché tendeva a seccarsi. A voi la ricetta!

1 kg di fesa di tacchino intera, tagliata in modo da poterla arrotolare
100 gr di pomodori secchi
100 gr di parmigiano
2 cucchiai abbondanti di capperi dissalati
50 gr di mandorle pelate
(granella di pistacchio aggiunta da me)
olio quanto basta per creare un pesto omogeneo
1 spicchio di aglio (io l'ho omesso perché sono intollerante)
un mazzetto di erbe aromatiche: rosmarino, salvia, alloro, timo
olio extravergine di oliva, un bicchiere di acqua (aggiunta da me) e un bicchiere di vino, sale, pepe.

N.B. il ripieno con queste dosi è per una fesa di tacchino da un chilo. Io ho trovato una fesa da 700 gr e il ripieno era anche troppo abbondante ed è uscito mentre arrotolavo l'arrosto, quindi nel caso in cui non troviate la fesa da un chilo, riducete le dosi del ripieno.

PREPARAZIONE
mettete in una ciotola i pomodori secchi, le mandorle, il parmigiano, l'aglio e l'olio a filo e frullate con un mixer (io ho usato quello ad immersione).
Prendete la fesa di tacchino e battetela col batticarne. Versate il pesto preparato, cospargete con la granella di pistacchio e arrotolate, legando con spago da cucina. Preparate anche un mazzettino di erbe aromatiche. Disponete tutto in una teglia, salando e pepando la carne, versate un bicchiere di vino e un bicchiere d'acqua e infornate a 180° per circa un'ora e mezzo. (Io per un'ora perché la mia fesa era da 700 gr).
Durante la cottura, con un cucchiaio, irrorate l'arrosto con il sugo di cottura.
Io ho accompagnato l'arrosto con dei piselli cotti in padella e delle patate al forno.
Gnamme!












martedì 18 aprile 2017

Fagioli con l'occhio!


Oggi un pranzetto "leggero", giusto per chiudere la maratona mangereccia di Pasqua. In realtà durante la settimana il tempo per cucinare è poco perché gli impegni sono tanti e la domenica, per me, è il giorno della pigrizia e del relax...e delle pulizie della casa!
Nei giorni di vacanza, come questi, dò libero sfogo alla mia passione!

Avevo comprato questi fagioli un bel po' di mesi fa, li avevo scoperti in un ristorante locale, o meglio, ho scoperto che sono tipici della mio Salento e che in realtà altro non sono che i fagiolini troppo cresciuti!
Sono una specialità un po' in via di estinzione, sostituiti dai fagioli cannellini e da quelli spagnoli già qualche secolo fa, i fagioli con l'occhio diventarono il simbolo dei piatti del popolo.
Li ho assaggiati uniti anche a delle cime di rapa o del cavolo nero...buonissimi!
Oggi ve li propongo col guanciale, un elemento tipico dei giorni di festa dei poveri di un tempo.


200 gr di fagioli secchi
un trito di carota, sedano e cipolla
guanciale a cubetti
rosmarino e salvia
olio extravergine di oliva

mettere a bagno i fagioli per almeno 12 ore, sciacquarli prima di versarli nel tegame per la cottura. In un filo di olio, rosolare il trito di carota, sedano e cipolla e il guanciale a pezzetti. Versare i fagiolio e l'acqua bollente, con il rosmarino e la salvia. Lasciare il coperchio semichiuso e cuocere a fiamma bassa per almeno un'ora. Salare solo a fine cottura.




lunedì 17 aprile 2017

Buona pasquetta col casatiello!


Non c'è Pasqua e Pasquetta senza il casatiello! Partenopeo di origine, ormai nazionale per tradizione! Sarà che adoro i lievitati, non c'è festa senza che la magia della lievitazione entri in casa.
Vi lascio subito la mia ricetta, semplice semplice e soffice!

500 gr di farina (metà manitoba e metà 00)
50 gr di strutto
15 gr di sale
50 gr di zucchero
un po' di grana grattugiato e di pecorino grattugiato
200 gr di acqua
18 gr di lievito di birra

Impastare tutti gli ingredienti, coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio. Stendere col mattarello, cospargere col ripieno, arrotolare e disporre in uno stampo a ciambella. Disporre le uova sode in superficie, coprire e lasciare lievitare ancora per un'oretta.
Pennellare con un uovo battuto e infornare a 180 gradi per una quarantina di minuti.
Per il ripieno: provola semipiccante a cubetti, salame dolce, piccante e mortadella a cubetti

Ciambella rustica (con panna da cucina) e confettura


E ogni tanto viene voglia di un dolce rustico, veloce, che sa di casa...in realtà da qualche giorno mi aggiro per casa con un senso di "vuoto": ho superato uno scoglio davvero molto importante, che negli ultimi mesi mi teneva impegnata h24 e ora, così, di colpo, mi ritrovo senza quell'impegno, quindi cerco di occupare quel "vuoto" recuperando un po' le mie vecchie passioni, anche se ... le intenzioni erano altre, cioè dieta e sport! Ma una cosa per volta.
Oggi ciambellone rustico farcito con confettura di albicocche e glassa alle mandorle. Ho utilizzato della panna da cucina nell'impasto, l'avevo aperta per il pranzo ma me ne serviva davvero una goccina, così l'ho riciclata nella ciambella. Buona!

250 gr di farina
150 gr di zucchero
3 uova
1 confezione di panna da cucina
mezza bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di 1 limone
100 gr di burro a temperatura ambiente oppure 70 gr di olio (io ho usato l'olio perché non mi ero accorta di aver finito il burro)
marmellata di albicocche o altro gusto a piacere
per la glassa:
1 albume, 50 gr di zucchero a velo, 10 gr di amido di mais e mandorle a piacere.



Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la panna, l'olio (o il burro a pezzetti) e la farina, la buccia di limone e infine il lievito. Imburrare e infarinare lo stampo, versare metà impasto e stendervi la marmellata. Coprire con l'impasto restante.
Battere in una ciotolina l'albume con lo zucchero a velo, aggiungere l'amido e le mandorle e versare sulla superficie del dolce.
Infornare a 180 gradi per 35 minuti circa.