domenica 17 aprile 2016

Scusate l'assenza ma .... Le fraisier non attende

....Keep calm and ... Ho solo cambiato 4 lavori in due anni!!! 
Eh già, ormai mascheriamo il disagio dell'assenza di un lavoro stabile, dietro il termine FLESSIBILITA'. 
Noi "giovani" (mica tanto io) dobbiamo essere pronti a tutto, capaci di passare dai lavori manuali a quelli intellettuali, da uno stipendio da fame ad uno che, per qualche tempo, ci consenta di toglierci più di qualche sfizio o mettere da parte per il tempo delle vacche magre. 
Bisogna essere davvero sani di mente per affrontare questa realtà e non "dissociarsi" o sdoppiarsi o triplicare la propria personalità, perchè non è facile adattarsi a nuovi lavori, nuovi colleghi, nuove regole, nuove possibilità e nuovi limiti. Ciò che non ammazza fortifica, si dice (se non sbaglio) ... e io ormai sono una roccia granitica!
Non che in questi due (?) anni di assenza non abbia cucinato eh...in casa abbiamo mangiato ma ogni mio post è abbinato, di solito, ad un racconto, un'emozione, un'esperienza ... e in questi ultimi anni ho provato tanta stanchezza.

Ma ora eccomi qui, reduce (quasi) da 7 mesi di lavoro splendidi e l'umore e la voglia di raccontare sono tornati, con la primavera, come la primavera... primavera che ci regala questi splendidi frutti, dolci e di un bel rosso che sprigiona vitalità e passione....come le mie emozioni, in questi giorni.


Le fraisier (Ricetta presa durante la trasmissione "Detto fatto" di Caterina Balivo)
(Per uno stampo da 20 cm di diametro)

Pan di Spagna per una teglia da 20 cm
3 uova
90 gr di zucchero
90 gr di farina
buccia di limone o vaniglia
1 pizzico di sale

Montate le uova con lo zucchero (le uova intere), il pizzico di sale, la vaniglia o la buccia di limone, per almeno 15 minuti. Quando avrete ottenuto un composto gonfio e spumoso, aggiungete la farina setacciata e mescolate, a mano, con una spatola, con movimenti dall'alto verso il basso. Versate nella teglia imburrata e infarinata, infornate a 180 gradi per 20 minuti.

Mousseline alla vaniglia (la crema "gialla", una pasticcera tipo mousse)

300 G DI LATTE
5 TUORLI
80 G DI ZUCCHERO
30 G DI AMIDO DI MAIS
UNA BACCA DI VANIGLIA
140 G DI BURRO

Bollire il latte con i semi di vaniglia. Nel frattempo montare i tuorli con lo zucchero e aggiungere l'amido di mais. Versare il latte bollente sui tuorli, mescolare bene e  mettere sul fuoco finchè non si addensa, sempre mescolando. Togliere dal fuoco e farvi sciogliere 70 gr di burro. Far raffreddare per una mezz'oretta, finchè non arriva a temperatura ambiente, dopodichè con le fruste, aggiungere il resto del burro (a temperatura ambiente) e montare la crema. Mettere in frigo per un paio di ore.

Mousseux alla fragola

150 gr polpa di fragola  
2 tuorli
1 uovo
50 gr zucchero
60 gr burro semi-ammorbidito
3 gr colla di pesce

Frullare le fragole. Lavorare le uova con lo zucchero, aggiungere il frullato di fragole e mettere il tegame sul fuoco basso. Quando inizia a bollire, spegnere e aggiungere la colla di pesce, precedentemente ammollata e strizzata. Portare il composto a temperatura ambiente e aggiungere il burro (a temperatura ambiente), frullando con il minipimer. Versare in uno stampo da 18 di diametro, foderato con carta forno e mettere in frigo Per un paio di ore.

Gelatina di fragole ( da preparare quando la torta è assemblata)

100 gr di fragole frullate
50 gr di zucchero
2 gr di colla di pesce

Frullare le fragole con lo zucchero, aggiungere la colla di pesce precedentemente ammollata e sciolta in un goccino di acqua

Bagna analcolica alla fragola

50 gr di fragole frullate
20 gr di acqua 
20 gr di zucchero

Fate bollire insieme acqua e zucchero e aggiungere il frullato di fragole.


Dopo aver trascorso un pomeriggio intero a preparare queste basi, passiamo ad assemblare il dolce.
 Vi serviranno:

- un anello per semifreddi da 20 cm
- un foglio acetato per dolci, per rivestire l'interno dell'anello
- fragole per creare il bordo e la decorazione

Mettiamo l'anello sul piatto da portata e applichiamo al suo interno la striscia di acetato (la vendono già in rotoli). Mettiamo il primo disco di pan di spagna (che avrete ricavato dal pan di spagna) e lo bagniamo. Intorno al bordo dello stampo, disponiamo le fragole tagliate a metà, avendo cura di scegliere più o meno fragole della stessa misura. Versiamo una parte della crema e con una spatola spalmiamola bene verso i bordi, in modo da riempire lo spazio tra una fragola e l'altra. Prendiamo il mousseux dal frigo, stacchiamolo delicatamente dalla carta forno e lo mettiamo sullo strato di crema. Copriamo con un altro disco di pan di spagna, bagnamolo e finiamo con uno strato di crema, livellando bene. Dopo qualche ora  in frigo, prepariamo la gelatina di fragole e la versiamo sulla superficie del dolce...ancora una sosta in frigo e il dolce sarà pronto!


lunedì 17 novembre 2014

Rape stufate - Cucina Vintage


Immancabili sulla tavola del mio Salento, le cime di rapa stufate sono un cult (si dice così?) della cucina nostrana .. da chissà quanti secoli! Ecco perchè le ho inserite nella rubrica Cucina Vintage. Non c'è casa, cucina, casalinga o ristorante che per tutto l'autunno e l'inverno, non propongano a tavola le rape stufate.

Io le preparo così:
prendo delle belle rape fresche, con tante cimette e poche foglie, le lavo benissimo, le pulisco, le taglio a pezzetti piccoli e le metto in un tegame, col coperchio, senza condimento e senza acqua. Dopo 5 minuti di cottura, scolo l'acqua di cottura che si è formata. In questo modo tolgo alle rape il loro sapore amarognolo. Dopodichè, nel tegame metto l'olio, abbondante, il vino bianco, abbondante, un paio di foglie di alloro, uno spicchio di aglio, il sale. Chiudo con il coperchio e faccio cuocere per una trentina di minuti.

Buon appetito!!!




domenica 16 novembre 2014

Vellutata di zucca - Cucina vintage


Io dico  sempre che la moda non passa mai di moda ... gira e rigira, torna sempre. Questo vale sia per la moda intesa in senso stretto, che per la moda culinaria. Soprattutto ultimamente, a dispetto del Mondo che corre in modo frenetico, c'è un ritorno ai sapori della tradizione, della natura, ai gusti di una volta.
La vellutata di zucca è stata una sorpresa sotto molti aspetti. Me l'aspettavo dolciastra e invece è molto saporita. Credevo che la mia piccola pulce me la buttasse in testa e invece ha pulito la ciotola.
Non vi resta che provarla!

Ricetta per due persone
350 gr di zucca
una patata lessa di circa 100 gr
500 ml di brodo vegetale
un pizzico di zenzero (facoltativo)
rosmarino
crostini di pane tagliati a quadratini piccoli
parmigiano grattugiato
un pezzetto di cipolla
una noce di burro

Tritare la cipolla e farla appassire in una noce di burro. Aggiungere la zucca tagliata a dadini e fare insaporire aggiungendo un pizzico di zenzero. versare il brodo bollente e far cuocere per circa 25 minuti. Salare quanto basta. Quando la zucca è cotta, tagliare a pezzettini la patata lessa, metterla nel tegame della zucca e frullare col minipimer, fino ad ottenere una bella crema (frullare tutto insieme, anche con il brodo di cottura rimasto nel tegame, non scolate la zucca!!!). Aggiungere il parmigiano grattugiato e un po' di rosmarino, mescolare bene. 
Servire la vellutata in simpatiche ciotoline, con i crostini di pane.

Arrosto di maiale - Cucina Vintage


E sempre per la mia rubrica - Cucina Vintage - , il famoso Arrosto di maiale,cucinato nel più classici dei modi. Non passa mai di moda, stupisce sempre gli ospiti e rende speciale una domenica, un giorno di festa o un pranzo in compagnia. 

1 kg di arista o di lonza di maiale
due carote
una costa di sedano
mezza cipolla
rosmarino
alloro
vino bianco
olio extravergine di oliva
sale

tagliare a tocchetti la carota, il sedano e la cipolla. Mettere l'arrosto in una teglia con gli odori appena tagliati, aggiungere l'olio (non fate gli avari) e far rosolare la carne sul fuoco per "sigillarla", significa che, facendo formare una crosticina sul fuoco, si evita che nella cottura al forno, la carne perda tutti i suoi succhi e si secchi (scusate il gioco di parole). Togliere dal fuoco, irrorare con il vino bianco, salare e infornare a 180° per 40 minuti, aumentare a 200° negli ultimi 15 o 20 minuti.


Torta Nua


Eeehh va bene! Ho ceduto anche io al tormentone del web di quest'ultimo anno! Che volete che sia! si tratta di una BUONA causa, è proprio il caso di dirlo. Perchè trovo che questa torta sia perfetta!
Soffice, profumata, scioglievole e semplice. Cosa vogliamo di più da un dolce?

Vi riporto pari pari la ricetta, così come la trovate su altri 3 milioni di siti web

Per una teglia di diametro 26 o 28

preparare mezzo litro di crema pasticcera alla vaniglia. 
500 ml di latte
3 tuorli
60 gr di farina
140 gr di zucchero
un pizzico di sale
una stecca di vaniglia

Bollire il latte con la vaniglia. Nel frattempo montare le uova con lo zucchero e il sale, aggiungere la farina, versare a filo il latte bollente, mescolare e terminare la cottura.
Per la base della torta
4 uova
300 gr di farina
200 gr di zucchero
100 ml di latte
130 ml di olio di mais
un pizzico di sale
una bustina di lievito per dolci
buccia di limone grattugiata

Montare le uova con lo zucchero e il sale, aggiungere la farina e la buccia di limone, stemperando con il sale. Continuando a montare, aggiungere l'olio e, quando assorbito, incorporare il lievito. Versare il composto in una tortiera imburrata e infarinata e versare delle belle cucchiaiate di crema qua e là. infornare a 180° per 30 minuti.



Gateaux di patate - Cucina vintage


Chi non ha mai preparato per cena il gateaux di patate? Anzi, dalle mie parti si chiama "Cattò di patate" ed è un piatto che si prepara soprattutto per cena. Io lo adoro, in tutte le versioni, mi ricorda la mia infanzia, quando mia madre lo preparava per la sera e per me era una festa, ero capace di mangiarne una quantità industriale, accompagnato rigorosamente con il pane!!
E ora mantengo viva la tradizione, proponendolo a mia figlia che, come me lo adora. Probabilmente il cattò di patate è nato come un piatto povero che, col passare del tempo, è diventato sempre più ricco e saporito ... non so eh, azzardo un'ipotesi. Non voglio documentarmi, per me il cattò rimane quella cena da preparare un po' in anticipo, perchè riposato è più buono, che mette allegria in tavola, dopo una giornata intensa, come quelle mie e della mia piccola peste!

Per le dosi vado a occhio, a seconda della teglia che devo utilizzare, in genere uso queste per 4 persone

5 grosse Patate lesse e schiacciate
1 uovo
parmigiano o grana grattugiati
noce moscata
pan grattato q.b
sale, pepe

Impastare tutti gli ingredienti. Aiutandosi con la mano inumidita, stendere un primo strato in una teglia unta e cosparsa di pan grattato. Farcire il cattò a piacere (io uso generalmente prosciutto cotto e formaggio filante), chiudere con un altro strato di patate. A questo punto si cosparge la superficie con pan grattato, formaggio e olio. Oppure, come in foto, si aggiungono a raggiera, delle patate tagliate sottili sottili e cospargere con pan grattato, formaggio e olio. Infornare a 200° per una trentina di minuti.

Gnocchi alla romana - Cucina vintage



E della serie Cucina Vintage, che non passa mai di moda, oggi ho proposto gli Gnocchi alla romana. Non scrivo nulla circa la loro origine, che il web ormai è pieno zeppo di ricette e post in cui la spiegano. Per oggi vi propongo solo la mia versione. Inutile dire che la mia piccola peste ha letteralmente spazzolato il piatto ... credendo fossero crostini di polenta! Una bugia innocente per farle provare qualcosa di nuovo .... se le avessi nominato la parola "Gnocchi" non avrebbe più mangiato per principio.  Aaaaah che fatica fare la mamma! :)

Le dosi indicate sono per due persone, con il bis

Gnocchi alla romana con funghi, speck e scamorza affumicata.
125 gr di semolino
500 ml di latte
40 gr di burro
noce moscata
40 gr di parmigiano
speck e funghi saltati in padella tritati fini
scamorza affumicata tritata
200 ml di besciamella
parmigiano e fiocchetti di burro per gratinare

Portate a ebollizione il latte, con la noce moscata e il burro. Versare il semolino a pioggia e mescolare con una frusta. Far cuocere per tre minuti circa. Togliere dal fuoco e, sempre mescolando, aggiungere lo speck, i funghi, il parmigiano e la scamorza. Stendere il composto in una teglia bagnata e leggermente unta e, col palmo della mano, stendere il semolino fino allo spessore di un centimetro. Far raffreddare e tagliare con un coppapasta dei cerchietti. Disporli in fila, leggermente sovrapposti, in una pirofila imburrata, cospargere con la besciamella, il parmigiano e infornare a gratinare per una ventina di minuti nel forno